giovedì 25 ottobre 2018

Recensione BOHEMIAN RHAPSODY -il film- (CONTIENE SPOILER)


Dopo anni e anni di attesa finalmente il momento è giunto. Ho aspettato un po' per dirvi la mia, prima di tutto perchè volevo scriverla a mente lucida e sopratutto perchè volevo assorbire per bene tutto ciò che avevo/abbiamo visto alla prima mondiale del 23 ottobre.

Prima dell'uscita del film abbiamo avuto tra le mani la colonna sonora che, sostanzialmente, ci guida per tutta la trama del film, quindi un'idea degli eventi rappresentati da questa pellicola già era chiara.

Il film inizia e finisce con il Live Aid, come se tutto quello che vediamo in quelle 2 ore fosse una specie di flashback di Freddie prima di "affrontare" l'immensa folla di Wembley.


Partiamo subito col dire che è un film e, come tale, può prendersi certe libertà (come quella di fondere anni ed eventi che poco sono attinenti fra loro), per dare al film il giusto ritmo e la giusta dose di emozioni allo spettatore.
Non doveva essere un documentario, ma doveva trasportare il pubblico dentro l'anima dei Queen e di Freddie Mercury e su questo ci sono riusciti a pieno. Ve lo posso garantire.
Curato nei più piccoli particolari (che forse solo chi è un fan accanito può notare) come il cercare di coprire continuamente i "dentoni" con le labbra da parte di Malek (cosa che possiamo notare in qualsiasi intervista di Freddie), il fatto di bere il thé appena si sveglia, il quadro con la foto di Marlene Dietrich (attrice e cantante tedesca che Freddie amava, non a caso la copertina di The Works è opera di George Hurrell, fotografo dell'attrice),
Marlene Dietrich,
Freddie si ispirò a questa posa anche per Queen II
il continuo scontrarsi della band ed altre mille cose che sarebbero troppe da citarvi.

Veniamo ora alla trama.
Come abbiamo detto è un film (meglio ribadirlo), e l'inizio ti trasmette subito un senso di potenza misto paura, poichè vediamo Freddie/Rami alzarsi dal letto e prepararsi per lo show (Live Aid), il tutto con in sottofondo Somebody To Love.
Nessuna parola, nessun dialogo.
Tensione, potenza e paura misti in un unico sentimento che farà si che quell'esibizione venga ricordata tutt'oggi.
Si apre il sipario e veniamo catapultati nel 1970.
Da qui gli eventi saranno giustamente velocizzati. Freddie si unisce agli Smile trasformandoli in quella band leggendaria che risponde al nome dei Queen.
Le prime incisioni, i primi live, la voglia di essere sempre più grandi (sopratutto da parte di Freddie) e di sperimentare. Di non essere uguali a nessun'altra band.


Così ci possiamo gustare delle brevi "sessioni di registrazione/mixaggio" di Seven Seas Of Rhye, con delle scene divertenti, ma che non sforano nel ridicolo, e non ti danno l'impressione che stiano scimmiottando i veri Queen, ma che sono totalmente immedesimati nella loro parte, quasi come se stessero davvero registrando.
Intanto ci viene fatto vedere la nascita della storia d'amore tra Freddie e Mary, e sono scene intense, cariche di sentimento vero (anche perchè i due attori si sono davvero innamorati durante le riprese).
Vedremo anche l'esebizione di Killer Queen a TOTP, con relativa seccatura da parte dei quattro (anzi meglio dire tre) di suonarla in playback.
La storia prosegue fino a Bohemian Rhapsody. La sua incisione immensa, gli estenuanti "Galileo" di Roger e la visione di Freddie che piano piano prende forma.
Qui ci sono dei piccoli errori temporali ma non contano. I sentimenti che trasmettono queste scene sono la cosa principale.


Si sussegue la scoperta d'identità sessuale da parte di Freddie, preceduta da una naturale confusione e paura, che poi esplode negli eccessi che tutti conosciamo. E il film ce li mostra, ma sempre in maniera molto rispettosa, senza cadere nello scandaloso o nel patetico. Il passo è molto breve in questi casi, ed invece la sceneggiatura ha fatto in modo di non mettere mai a disagio lo spettatore senza tralasciare nessun aspetto di quel periodo, ovvero Monaco 1984.
Altri errori che sono presenti nel film non gli cito, perchè sapete benissimo di cosa sto parlando.
La scoperta della malattia è stata tratta molto delicatamente ma, ripeto, sempre con enorme rispetto.  La cosa molto positiva di Bohemian Rhapsody è che non cade nel melodrammatico. Non vediamo la lenta ma inesorabile fine di Freddie, ma lo vediamo esplodere in quella che molti considerano la loro miglior esibizione: il Live Aid.
Le lacrime non scenderanno come nei documentari, qui le lacrime scenderanno quando canterà We Are The Champions, poichè a questo punto lo spettatore se ne rende davvero conto: loro sono i campioni.
Un esibizione riprodotta alla perfezione, nei minimi gesti da parte di tutti e quattro gli attori. Aggiungeteci anche una regia davvero magnifica, che ti trasporta all'interno dello stadio di Wembley e capirete di cosa sto parlando.
Così si conclude questo viaggio dell'ascesa della leggenda, lasciandoti una voglia di fare sempre del tuo meglio. Lasciandoti un senso di potenza che ti vien voglia anche a te di salire su un palco.
Perchè chi non ha paura, vive per sempre.
Ha saputo mantenere le enormi aspettative? No. Perchè le ha addirittura superate.
Promosso a pieni voti e non vedo l'ora di averlo in dvd per godermelo in lingua originale.

venerdì 19 ottobre 2018

BOHEMIAN RHAPSODY -recensione della OST-

Oggi, 19 ottobre è uscita la soundtrack ufficiale del film Bohemian Rhapsody.
Quello che abbiamo tra le mani non è un semplice Greatest Hits come molti potevano aspettarsi.
Questa colonna sonora regala emozioni anche ai fan più scettici.
Partiamo con l'apertura di questo cd, ovvero la 20th Century Fox Fanfare riprodotta da Brian May e Roger Taylor. Potrà sembrare una piccolezza, ma è assolutamente geniale e potente, giusta per introiettarci in quello che sarà un viaggio nella carriera dei Queen.

Certo, alcune tracce le conosciamo a memorie (come Killer Queen o Somebody To Love), ma le chicche non finiscono.

Doin' All Right...revisited è forse la traccia per cui vale davvero la pena acquistare questa colonna sonora.
Gli Smile riuniti, che re incidono questa canzone, è un qualcosa di davvero emozionante! Un qualcosa che ti fa davvero percepire il tempo passato e le magie che sono riusciti a creare quei quattro ragazzi.

Poi troviamo la fantastica Fat Bottomed Girls dal live a Parigi del 1979, durante il tour di Jazz.
Una traccia live mai pubblicata prima che fa quasi sperare in una pubblicazione futura (2019?) di questo live.

E poi troviamo il Live Aid (non intero, mancano Crazy Little Thing Called Love e We Will Rock You) finalmente in versione audio, ripulita!
Ma non finisce qui...
Don't Stop Me Now...revisited è un'altra chicca. Leggermente rallentata rispetto all'originale con nuove incisioni da parte di May e Taylor, per dare alla traccia un tocco quasi live. Molto apprezzabile.

Insomma una OST degna di tale nome e che fa salire ancora di più l'acquolina in bocca per il film!
Voi l'avete presa? Cosa ne pensate?