giovedì 15 ottobre 2020
Live Around The World: Recensione
lunedì 10 settembre 2018
Queen I, i primi passi della Regina [Retro-recensione]
Ammetto che al primo ascolto (quando ero bimbo), quest'album non mi diceva granché. Ero abituato al sound dei Queen anni '80 (come The Works, The Miracle od Hot Space) e perciò la mia piccola testolina non si rendeva pienamente conto che questo era il sound iniziale di coloro che poi canteranno pezzi come Radio Ga-Ga o I Want It All.
Ma poi, per fortuna, si cresce...
Ed è allora, quando acquisisci maggiore consapevolezza della musica in generale, e della storia della band, che si inizia ad amare Queen I.
Quell'intro di chitarra con la quale inizia il disco mi ha rapito e, ad oggi, è uno degli album che ascolto maggiormente.
Dopo aver compreso gli sforzi che hanno fatto le nostre quattro regine per registrare il loro primo album, si notano ancor di più le ambizioni e le radici musicali che si celano dietro le canzoni.
Da Modern Times Rock 'n' Roll (che alcuni critici la considerano un preludio di quello che sarà il punk, ma qui siamo nel 1973) a pezzi blues come Son And Daughter che rimanda molto alle sonorità dei Led Zeppelin (band che amavano, giustamente) per poi passare a Liar con il suo inconfondibile intro di batteria, dove già si capisce la maestria di Roger Taylor.
Insomma, è un album perfetto? Certamente no. Dobbiamo essere obiettivi e lasciar stare la voce del fan che è in noi e ci sprona a dire che è fantastico.
Queen I è un gran bell'album d'esordio, e come ogni album d'esordio ha quel non so ché di acerbo, di
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| 20.11.1973 - Concert: Queen live at the New Theatre, Oxford, UK |
Sentire un Freddie Mercury non ancora a pieno della sua potenza vocale, per poi sentirlo maturare in ogni album.
Vedere un John Deacon che ancora non prendeva parte nello scrivere canzoni (l'intero album è a firma Mercury / May, tranne appunto Modern Times Rock 'n' Roll che è a firma Taylor).
Purtroppo si deve anche dire che, quando uscì, non venne praticamente considerato. E fu un peccato perchè meritava.
Ma, oggi, con il senno del poi è bello anche rendersi conto che con la perseveranza i Queen si sono aggiudicati un posto nella storia della musica, e tutto partì praticamente da quest'album del 1973.
Ed infatti l'album si chiude con una Seven Seas Of Rhye... solo musicale, che fa intendere all'ascoltatore che ci sarà un seguito. Che la storia non è finita e la magia continuerà.
"All you people keep yourself alive...!"
martedì 18 ottobre 2022
FACE IT ALONE: recensione e prova dell'immortalità di Freddie
Questo blog era praticamente abbandonato.
Piccoli stralci, poche parole scritte, qualche opinione data in passato.
Eppure oggi eccoci qui, a parlare nuovamente di emozioni, di sentimenti. A rendere nuovamente omaggio ai Queen ed, ovviamente, a Freddie Mercury.
Da anni, noi fans, aspettavamo questo famigerato box di The Miracle ed il momento è finalmente giunto.
Ed il primo assaggio che abbiamo avuto in questi giorni (per la precisione il 13 ottobre) è stato un tuffo al cuore, una mancanza di respiro, un momento dove la lacrime hanno detto più di mille parole o di mille video.
Si poteva fare una video recensione, una reazione in diretta...e invece no.
Ho preferito aspettare, far parlare gli altri, ascoltare anche le loro opinioni ed assaporare per bene questa traccia (non tanto inedita, ovvio) prima di dedicarle un pensiero.
Ed eccoci qui.
Da quelle sessioni di The Miracle del 1988/89, da quella convention del 2000 dove fu fatta ascoltare per la prima volta, finalmente FACE IT ALONE trova il giusto spazio nel 2022, un anno ed un periodo storico non del tutto sbagliato (a parer mio) per pubblicare questa piccola gemma.
Siamo reduci da una pandemia globale, un imminente guerra è, quasi, letteralmente alle porte: e proprio in questo contesto si inserisce la canzone.
"Affrontalo da solo" potremmo tradurlo, perchè "alla fine devi affrontarlo da solo", qualsiasi cosa sia.
Freddie sembra venirci in soccorso, sembra tenderci una mano e ci ricorda che tutto va affrontato, bello o brutto che sia.
Una traccia dai toni cupi, struggente, alimentata anche dalla conoscenza che abbiamo ora della malattia di Mercury.
Un gioiello. E chi crede che i Queen siano nuovi a questo tipo di atmosfera si sbaglia di grosso, vi consiglio di recuperarvi Don't Try So Hard, oppure Mother Love per citarne alcune.
L'arrangiamento della canzone è essenziale, sicuramente per dar maggior risalto alla voce e per far si che il significato del testo non si perda in inutili fraseggi.
Secca, diretta ed a tratti mistica oserei dire, Face it alone ci dimostra che Freddie è ancora qui pronto ad emozionarci e a non essere mai noioso.
Numero 1 in oltre 20 paesi, vorrà dire pur qualcosa, no?
Il box di The Miracle verrà pubblicato il 18 novembre: QUI potete preordinarlo.
Il singolo di FECE IT ALONE si può preordinare QUI
lunedì 24 giugno 2019
Freddie Mercury - Time Waits For No One [RECENSIONE]
Il testo non presenta nulla di nuovo, lo conosciamo a memoria, è vero, ma questa versione ci regala lo stesso emozioni.
Solo voce e piano (suonato da Mike Moran), per poter godere a pieno del vibrato inconfondibile nella voce di Mercury.
Piccole differenze sono presenti verso la parte finale della canzone e ciò rende il tutto più magico, perchè sembra quasi che Freddie sia ancora vivo a produrre musica e a cantarla per i suoi fan.
Il video presenta parti inedite del video che tutti noi conosciamo, il tutto ripulite in HD e magistralmente montate. L'impressione è proprio che sia un video a parte, girato a posta per questa splendida traccia.
L'emozione di sentire nuovamente Freddie, nel 2019 (così come era successo con Let Me In Your Heart Again), è sempre splendida. Immaginarlo mentre la incide, davanti al suo leggio, impegnato, ad occhi chiusi per raggiungere le note più alte, mentre tiene tra le mani il cavo delle cuffie come si vede nel making of di One Vision, è uno dei regali più belli ed inaspettati che un fan dei Queen potesse chiedere.
L'unica pecca è che, per ora, non vi è una copia fisica di questo brano.
Sarebbe stato bello se fosse stato pubblicato in occasione del Record Store Day, magari in copie limitate e vinile colorato...ma godiamocelo lo stesso.
Freddie Mercury, nel 2019, riesce ancora ad incantare e ad emozionare come pochi altri. Anzi, forse come nessun altro. D'altronde i numeri parlano chiaro: dopo appena 4 giorni dalla pubblicazione, il video ha superato le 4 milioni di visualizzazioni, e se pensiamo che sostanzialmente è una canzone già nota, questo fa capire quanto Freddie manchi.
venerdì 3 maggio 2019
Queen + Adam Lambert "The Show Must Go On" recensione
Ormai abbiamo tantissimi documentari che trattano della storia dei Queen fino alla morte di Freddie Mercury, ma dopo?
I Queen certamente non si sono fermati nel 1991 (o per meglio dire nel 1995 con la pubblicazione di Made in Heaven), anzi, hanno continuato a suonare, a fare musica, a portare avanti lo show, ed un documentario su questa parte della loro carriera era giustissimo farlo.
A parte le solite critiche mosse dai fan che continuano tutt'ora a dire che i Queen non esistono più, questo documentario dimostra con serietà e leggerezza che due artisti del calibro di Brian May e Roger Taylor non possono non fare musica. E per questo gli ringrazierò per sempre.
Certo, portare avanti una leggenda dal nome Queen non è facile, ma le due regine lo stanno facendo in modo superlativo.
Nel documentario non si parla solo della collaborazione con Adam Lambert, ma si parla anche della collaborazione con Paul Rodgers, del Freddie Mercury Tribute e di tutte quelle emozioni/sensazioni che Roger e Brian hanno passato da quel fatidico 24 novembre 1991.
Da esterni, noi percepiamo la perdita di una leggenda, di un uomo che mai nessuno potrà eguagliare. Ma loro hanno perso un amico, una persona che conoscevano da più di 20 anni e con la quale sono cresciuti insieme. Quindi non pretendiamo di capire il loro dolore, ammiriamo quello che stanno facendo e in Queen + Adam Lambert "The Show Must Go On" lo spiegano perfettamente.
Si vede la conoscenza con Lambert, i dietro le quinte dei loro concerti, dove ritrovano quella gioia di strimpellare insieme prima di salire sul palco ed affrontare le migliaia di persone pronte a cantare con loro.
Non mancano, ovviamente, pezzi di interviste con Freddie (dove ti strappa sempre una risata ed alleggerisce tutto il contesto).
Insomma, può piacere o non piacere Adam Lambert, ma qui scopriamo anche il suo lato umano, la paura che ha dovuto affrontare per riuscire a salire sul palco insieme a due leggende e ai soliti pregiudizi riguardo la sua omossesualità (siamo davvero nel 2019?). Un ragazzo che è riuscito a far tornare la voglia a Taylor e May di ritornare sul palco e a intraprendere immensi tour e, fortunatamente, questo progetto è stato ben accolto dalla maggior parte dei fan (anche perchè, se non fosse così, non sarebbero in giro dal 2012!).
Si accenna anche al film Bohemian Rhapsody, dove si vede il cameo di Lambert nel ruolo del camionista. Davvero molto apprezzato!
E voi cosa ne pensate? L'avete visto? Fatemelo sapere nei commenti!
venerdì 19 ottobre 2018
BOHEMIAN RHAPSODY -recensione della OST-
Quello che abbiamo tra le mani non è un semplice Greatest Hits come molti potevano aspettarsi.
Questa colonna sonora regala emozioni anche ai fan più scettici.
Partiamo con l'apertura di questo cd, ovvero la 20th Century Fox Fanfare riprodotta da Brian May e Roger Taylor. Potrà sembrare una piccolezza, ma è assolutamente geniale e potente, giusta per introiettarci in quello che sarà un viaggio nella carriera dei Queen.
Certo, alcune tracce le conosciamo a memorie (come Killer Queen o Somebody To Love), ma le chicche non finiscono.
Doin' All Right...revisited è forse la traccia per cui vale davvero la pena acquistare questa colonna sonora.
Gli Smile riuniti, che re incidono questa canzone, è un qualcosa di davvero emozionante! Un qualcosa che ti fa davvero percepire il tempo passato e le magie che sono riusciti a creare quei quattro ragazzi.
Poi troviamo la fantastica Fat Bottomed Girls dal live a Parigi del 1979, durante il tour di Jazz.
Una traccia live mai pubblicata prima che fa quasi sperare in una pubblicazione futura (2019?) di questo live.
E poi troviamo il Live Aid (non intero, mancano Crazy Little Thing Called Love e We Will Rock You) finalmente in versione audio, ripulita!
Ma non finisce qui...
Don't Stop Me Now...revisited è un'altra chicca. Leggermente rallentata rispetto all'originale con nuove incisioni da parte di May e Taylor, per dare alla traccia un tocco quasi live. Molto apprezzabile.
Insomma una OST degna di tale nome e che fa salire ancora di più l'acquolina in bocca per il film!
Voi l'avete presa? Cosa ne pensate?
giovedì 25 ottobre 2018
Recensione BOHEMIAN RHAPSODY -il film- (CONTIENE SPOILER)
Dopo anni e anni di attesa finalmente il momento è giunto. Ho aspettato un po' per dirvi la mia, prima di tutto perchè volevo scriverla a mente lucida e sopratutto perchè volevo assorbire per bene tutto ciò che avevo/abbiamo visto alla prima mondiale del 23 ottobre.
Prima dell'uscita del film abbiamo avuto tra le mani la colonna sonora che, sostanzialmente, ci guida per tutta la trama del film, quindi un'idea degli eventi rappresentati da questa pellicola già era chiara.
Il film inizia e finisce con il Live Aid, come se tutto quello che vediamo in quelle 2 ore fosse una specie di flashback di Freddie prima di "affrontare" l'immensa folla di Wembley.
Partiamo subito col dire che è un film e, come tale, può prendersi certe libertà (come quella di fondere anni ed eventi che poco sono attinenti fra loro), per dare al film il giusto ritmo e la giusta dose di emozioni allo spettatore.
Non doveva essere un documentario, ma doveva trasportare il pubblico dentro l'anima dei Queen e di Freddie Mercury e su questo ci sono riusciti a pieno. Ve lo posso garantire.
Curato nei più piccoli particolari (che forse solo chi è un fan accanito può notare) come il cercare di coprire continuamente i "dentoni" con le labbra da parte di Malek (cosa che possiamo notare in qualsiasi intervista di Freddie), il fatto di bere il thé appena si sveglia, il quadro con la foto di Marlene Dietrich (attrice e cantante tedesca che Freddie amava, non a caso la copertina di The Works è opera di George Hurrell, fotografo dell'attrice),
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| Marlene Dietrich, Freddie si ispirò a questa posa anche per Queen II |
Veniamo ora alla trama.
Come abbiamo detto è un film (meglio ribadirlo), e l'inizio ti trasmette subito un senso di potenza misto paura, poichè vediamo Freddie/Rami alzarsi dal letto e prepararsi per lo show (Live Aid), il tutto con in sottofondo Somebody To Love.
Nessuna parola, nessun dialogo.
Tensione, potenza e paura misti in un unico sentimento che farà si che quell'esibizione venga ricordata tutt'oggi.
Si apre il sipario e veniamo catapultati nel 1970.
Da qui gli eventi saranno giustamente velocizzati. Freddie si unisce agli Smile trasformandoli in quella band leggendaria che risponde al nome dei Queen.
Le prime incisioni, i primi live, la voglia di essere sempre più grandi (sopratutto da parte di Freddie) e di sperimentare. Di non essere uguali a nessun'altra band.
Così ci possiamo gustare delle brevi "sessioni di registrazione/mixaggio" di Seven Seas Of Rhye, con delle scene divertenti, ma che non sforano nel ridicolo, e non ti danno l'impressione che stiano scimmiottando i veri Queen, ma che sono totalmente immedesimati nella loro parte, quasi come se stessero davvero registrando.
Intanto ci viene fatto vedere la nascita della storia d'amore tra Freddie e Mary, e sono scene intense, cariche di sentimento vero (anche perchè i due attori si sono davvero innamorati durante le riprese).
Vedremo anche l'esebizione di Killer Queen a TOTP, con relativa seccatura da parte dei quattro (anzi meglio dire tre) di suonarla in playback.
La storia prosegue fino a Bohemian Rhapsody. La sua incisione immensa, gli estenuanti "Galileo" di Roger e la visione di Freddie che piano piano prende forma.
Qui ci sono dei piccoli errori temporali ma non contano. I sentimenti che trasmettono queste scene sono la cosa principale.









