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sabato 14 settembre 2019

THE MIRACLE: il box uscirà nel 2020

Il 1989, per i Queen, è stato un anno molto prolifico. Hanno registrato innumerevoli tracce che, per anni, hanno girato per il web e all'interno di vari bootleg.
Basti pensare solamente a "Dog With A Bone", "I Guess We're Falling Out" e molte altre ancora...


Con grande sorpresa il 7 settembre, in occasione del party dedicato ai 73 anni di Freddie Mercury tenuto a Montreux, Jim "Miami" Beach ha annunciato l'uscita di un box dedicato a The Miracle per il 2020. Ha detto che all'interno troveremo materiale mai sentito fino ad ora.
Cosa ci dobbiamo aspettare? Che sia finalmente giunta l'ora di poter ascoltare in maniera ripulita tutte le demo che sono circolate fino ad ora? Oppure vi è ulteriore materiale che neanche i fan più accaniti conoscono?
Non ci rimane che aspettare e sperare per il meglio...!

venerdì 29 marzo 2019

BOHEMIAN RHAPSODY -link per l'acquisto-

Ormai l'attesa è finita! Finalmente possiamo portare a casa il film sulla storia dei Queen e di Freddie Mercury! Eccovi di seguito i link per le varie edizioni!

 

Bohemian Rhapsody (DVD)

Contiene la performance integrale del Live Aid mai vista al cinema

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Bohemian Rhapsody (Blu-Ray)

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Bohemian Rhapsody

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giovedì 25 ottobre 2018

Recensione BOHEMIAN RHAPSODY -il film- (CONTIENE SPOILER)


Dopo anni e anni di attesa finalmente il momento è giunto. Ho aspettato un po' per dirvi la mia, prima di tutto perchè volevo scriverla a mente lucida e sopratutto perchè volevo assorbire per bene tutto ciò che avevo/abbiamo visto alla prima mondiale del 23 ottobre.

Prima dell'uscita del film abbiamo avuto tra le mani la colonna sonora che, sostanzialmente, ci guida per tutta la trama del film, quindi un'idea degli eventi rappresentati da questa pellicola già era chiara.

Il film inizia e finisce con il Live Aid, come se tutto quello che vediamo in quelle 2 ore fosse una specie di flashback di Freddie prima di "affrontare" l'immensa folla di Wembley.


Partiamo subito col dire che è un film e, come tale, può prendersi certe libertà (come quella di fondere anni ed eventi che poco sono attinenti fra loro), per dare al film il giusto ritmo e la giusta dose di emozioni allo spettatore.
Non doveva essere un documentario, ma doveva trasportare il pubblico dentro l'anima dei Queen e di Freddie Mercury e su questo ci sono riusciti a pieno. Ve lo posso garantire.
Curato nei più piccoli particolari (che forse solo chi è un fan accanito può notare) come il cercare di coprire continuamente i "dentoni" con le labbra da parte di Malek (cosa che possiamo notare in qualsiasi intervista di Freddie), il fatto di bere il thé appena si sveglia, il quadro con la foto di Marlene Dietrich (attrice e cantante tedesca che Freddie amava, non a caso la copertina di The Works è opera di George Hurrell, fotografo dell'attrice),
Marlene Dietrich,
Freddie si ispirò a questa posa anche per Queen II
il continuo scontrarsi della band ed altre mille cose che sarebbero troppe da citarvi.

Veniamo ora alla trama.
Come abbiamo detto è un film (meglio ribadirlo), e l'inizio ti trasmette subito un senso di potenza misto paura, poichè vediamo Freddie/Rami alzarsi dal letto e prepararsi per lo show (Live Aid), il tutto con in sottofondo Somebody To Love.
Nessuna parola, nessun dialogo.
Tensione, potenza e paura misti in un unico sentimento che farà si che quell'esibizione venga ricordata tutt'oggi.
Si apre il sipario e veniamo catapultati nel 1970.
Da qui gli eventi saranno giustamente velocizzati. Freddie si unisce agli Smile trasformandoli in quella band leggendaria che risponde al nome dei Queen.
Le prime incisioni, i primi live, la voglia di essere sempre più grandi (sopratutto da parte di Freddie) e di sperimentare. Di non essere uguali a nessun'altra band.


Così ci possiamo gustare delle brevi "sessioni di registrazione/mixaggio" di Seven Seas Of Rhye, con delle scene divertenti, ma che non sforano nel ridicolo, e non ti danno l'impressione che stiano scimmiottando i veri Queen, ma che sono totalmente immedesimati nella loro parte, quasi come se stessero davvero registrando.
Intanto ci viene fatto vedere la nascita della storia d'amore tra Freddie e Mary, e sono scene intense, cariche di sentimento vero (anche perchè i due attori si sono davvero innamorati durante le riprese).
Vedremo anche l'esebizione di Killer Queen a TOTP, con relativa seccatura da parte dei quattro (anzi meglio dire tre) di suonarla in playback.
La storia prosegue fino a Bohemian Rhapsody. La sua incisione immensa, gli estenuanti "Galileo" di Roger e la visione di Freddie che piano piano prende forma.
Qui ci sono dei piccoli errori temporali ma non contano. I sentimenti che trasmettono queste scene sono la cosa principale.


Si sussegue la scoperta d'identità sessuale da parte di Freddie, preceduta da una naturale confusione e paura, che poi esplode negli eccessi che tutti conosciamo. E il film ce li mostra, ma sempre in maniera molto rispettosa, senza cadere nello scandaloso o nel patetico. Il passo è molto breve in questi casi, ed invece la sceneggiatura ha fatto in modo di non mettere mai a disagio lo spettatore senza tralasciare nessun aspetto di quel periodo, ovvero Monaco 1984.
Altri errori che sono presenti nel film non gli cito, perchè sapete benissimo di cosa sto parlando.
La scoperta della malattia è stata tratta molto delicatamente ma, ripeto, sempre con enorme rispetto.  La cosa molto positiva di Bohemian Rhapsody è che non cade nel melodrammatico. Non vediamo la lenta ma inesorabile fine di Freddie, ma lo vediamo esplodere in quella che molti considerano la loro miglior esibizione: il Live Aid.
Le lacrime non scenderanno come nei documentari, qui le lacrime scenderanno quando canterà We Are The Champions, poichè a questo punto lo spettatore se ne rende davvero conto: loro sono i campioni.
Un esibizione riprodotta alla perfezione, nei minimi gesti da parte di tutti e quattro gli attori. Aggiungeteci anche una regia davvero magnifica, che ti trasporta all'interno dello stadio di Wembley e capirete di cosa sto parlando.
Così si conclude questo viaggio dell'ascesa della leggenda, lasciandoti una voglia di fare sempre del tuo meglio. Lasciandoti un senso di potenza che ti vien voglia anche a te di salire su un palco.
Perchè chi non ha paura, vive per sempre.
Ha saputo mantenere le enormi aspettative? No. Perchè le ha addirittura superate.
Promosso a pieni voti e non vedo l'ora di averlo in dvd per godermelo in lingua originale.

venerdì 19 ottobre 2018

BOHEMIAN RHAPSODY -recensione della OST-

Oggi, 19 ottobre è uscita la soundtrack ufficiale del film Bohemian Rhapsody.
Quello che abbiamo tra le mani non è un semplice Greatest Hits come molti potevano aspettarsi.
Questa colonna sonora regala emozioni anche ai fan più scettici.
Partiamo con l'apertura di questo cd, ovvero la 20th Century Fox Fanfare riprodotta da Brian May e Roger Taylor. Potrà sembrare una piccolezza, ma è assolutamente geniale e potente, giusta per introiettarci in quello che sarà un viaggio nella carriera dei Queen.

Certo, alcune tracce le conosciamo a memorie (come Killer Queen o Somebody To Love), ma le chicche non finiscono.

Doin' All Right...revisited è forse la traccia per cui vale davvero la pena acquistare questa colonna sonora.
Gli Smile riuniti, che re incidono questa canzone, è un qualcosa di davvero emozionante! Un qualcosa che ti fa davvero percepire il tempo passato e le magie che sono riusciti a creare quei quattro ragazzi.

Poi troviamo la fantastica Fat Bottomed Girls dal live a Parigi del 1979, durante il tour di Jazz.
Una traccia live mai pubblicata prima che fa quasi sperare in una pubblicazione futura (2019?) di questo live.

E poi troviamo il Live Aid (non intero, mancano Crazy Little Thing Called Love e We Will Rock You) finalmente in versione audio, ripulita!
Ma non finisce qui...
Don't Stop Me Now...revisited è un'altra chicca. Leggermente rallentata rispetto all'originale con nuove incisioni da parte di May e Taylor, per dare alla traccia un tocco quasi live. Molto apprezzabile.

Insomma una OST degna di tale nome e che fa salire ancora di più l'acquolina in bocca per il film!
Voi l'avete presa? Cosa ne pensate?



lunedì 10 settembre 2018

Queen I, i primi passi della Regina [Retro-recensione]

Della storia di quest'album si è detto praticamente tutto, in questo post voglio solo condividere con voi il mio pensiero, una recensione appunto di ciò che è il primo album dei Queen.

Ammetto che al primo ascolto (quando ero bimbo), quest'album non mi diceva granché. Ero abituato al sound dei Queen anni '80 (come The Works, The Miracle od Hot Space) e perciò la mia piccola testolina non si rendeva pienamente conto che questo era il sound iniziale di coloro che poi canteranno pezzi come Radio Ga-Ga o I Want It All.
Ma poi, per fortuna, si cresce...

Ed è allora, quando acquisisci maggiore consapevolezza della musica in generale, e della storia della band, che si inizia ad amare Queen I.

Quell'intro di chitarra con la quale inizia il disco mi ha rapito e, ad oggi, è uno degli album che ascolto maggiormente.
Dopo aver compreso gli sforzi che hanno fatto le nostre quattro regine per registrare il loro primo album, si notano ancor di più le ambizioni e le radici musicali che si celano dietro le canzoni.

Da Modern Times Rock 'n' Roll (che alcuni critici la considerano un preludio di quello che sarà il punk, ma qui siamo nel 1973) a pezzi blues come Son And Daughter che rimanda molto alle sonorità dei Led Zeppelin (band che amavano, giustamente) per poi passare a Liar con il suo inconfondibile intro di batteria, dove già si capisce la maestria di Roger Taylor.



Insomma, è un album perfetto? Certamente no. Dobbiamo essere obiettivi e lasciar stare la voce del fan che è in noi e ci sprona a dire che è fantastico.

Queen I è un gran bell'album d'esordio, e come ogni album d'esordio ha quel non so ché di acerbo, di
20.11.1973 - Concert: Queen live at the New Theatre, Oxford, UK
grezzo. Ma, forse, è proprio questo il bello.
Sentire un Freddie Mercury non ancora a pieno della sua potenza vocale, per poi sentirlo maturare in ogni album.
Vedere un John Deacon che ancora non prendeva parte nello scrivere canzoni (l'intero album è a firma Mercury / May, tranne appunto Modern Times Rock 'n' Roll che è a firma Taylor).

Purtroppo si deve anche dire che, quando uscì, non venne praticamente considerato. E fu un peccato perchè meritava.
 Ma, oggi, con il senno del poi è bello anche rendersi conto che con la perseveranza i Queen si sono aggiudicati un posto nella storia della musica, e tutto partì praticamente da quest'album del 1973.

Ed infatti l'album si chiude con una Seven Seas Of Rhye... solo musicale, che fa intendere all'ascoltatore che ci sarà un seguito. Che la storia non è finita e la magia continuerà.

"All you people keep yourself alive...!"